L’impatto della Virtual Reality (VR) e dell’ Augmented Reality (AG) su Eventi e Turismo.

Il recente fenomeno della diffusione del Covid-19 ha rappresentato una interessante opportunità per approfondire quali potrebbero essere gli impatti futuri delle più avanzate tecnologie come la Virtual Reality e l’Augmented Reality nei confronti del settore degli eventi e del turismo. Infatti, questo articolo ha come scopo quello di investigare quali potrebbero essere gli scenari futuri e le opportunità e gli svantaggi di questa avanzata tecnologia, sintetizzando le “papers” e ricerche accademiche dei più autorevoli esperti nel settore. Sicuramente la diffusione di questo virus ha ulteriormente accelerato la ricerca e gli investimenti di molte agenzie e aziende per velocizzare e perfezionare l’uso di questa avanzata tecnologia per applicarla all’ industria degli eventi e del turismo.

L’ analisi del futuro impatto della Virtual Reality è un aspetto cruciale riguardo il settore degli eventi, in quanto, attraverso la sua completa implementazione le caratteristiche base degli eventi, ovvero tempo, spazio e soggettività potrebbero completamente essere superati o addirittura eliminati. Infatti, le possibilità offerte da questa nuova tecnologia applicata agli eventi dovrebbe ricevere una maggiore attenzione dai ricercatori ed accademici perché questa “new reality” è più vicina di quanto sembri.

Uno dei maggiori esperti in questo campo può essere considerato Yeoman. L’accademico sottolinea come VR e mondo reale siano esattamente l’opposto poiché le persone in un ambiente virtuale non hanno alcun tipo di contatto con la realtà. Tuttavia, Yeoman esalta la cosiddetta “Augmented Reality” (AR) in quanto potrebbe valorizzare gli eventi cosiddetti reali senza snaturarli. Infatti, l’Augmented Reality può essere definita come: “a technology which improves a real experience rather than replaces reality”. Pertanto, l’accademico nelle sue ricerche afferma costantemente come l’AG potrebbe essere estremamente utile al settore degli eventi senza stravolgere le sue caratteristiche base: tempo, spazio e soggettività.

Altri autorevoli autori hanno trattato della relazione tra VR e il mondo degli eventi e turismo seppur in periodi meno recenti. Per esempio, Guttentag affermava che sebbene la VR era già usata notevolmente in settori come intrattenimento, design e simulazione di training e che questa tecnologia avrebbe sicuramente avuto un forte impatto in futuro anche nell’ ambito degli eventi. Altre ricerche (Williams and Hobson) addirittura sostengono che in futuro la VR sarà in grado di riprodurre perfettamente e autenticamente anche altri sensi dell’uomo come olfatto e gusto.

Inoltre, anche la VR può avere notevoli implicazioni anche nei confronti delle tecniche di marketing. Huang Yu Chin, letteralmente afferma: “the three-dimensional virtual worlds provide chances for destination marketing organizations to communicate with targeted markets and potential visitors, creating detination awerness in a rich enviroment”.

Pertanto, quali potrebbero essere le opportunità che queste nuove tecnologie possono offrire al mondo degli eventi? Quali invece potrebbe essere le controindicazioni?

È indubbio che lo sviluppo della VR avrà un profondo impatto sociale, economico e ambientale. Lo studioso Free afferma che i principali problemi causati dagli eventi potrebbero essere eliminati o significativamente ridotti. Per esempio, la limitata capacità delle venues, l’impatto ambientale, le disabilità fisiche dei partecipanti. Inoltre, la VR potrebbe portare ad una “democratizzazione degli eventi”, comportando una riduzione dei costi e demolendo le barriere geografiche. Inoltre, si aprirebbero nuove strade per nuove tecniche di marketing e communication.

L’accademico Guttentag afferma nei suoi studi che l’evoluzione di questa tecnologia rivoluzionerebbe completamente alcune aeree del turismo e degli eventi. In modo particolare il planning and management, marketing, entertainment, education, accessibility and heritage preservation.

• Riguardo il management, la VR potrebbe essere in grado di creare realistiche ambientazioni e venues che potrebbero essere modificate, valutate e gestite da differenti punti di vista dagli events planners.

• Riguardo il marketing, la VR potrebbe offrire ulteriori ed efficaci tools per ottenere informazioni sensoriali dei partecipanti per un marketing più efficace e “tailored”.

• La VR potrebbe inoltre offrire la possibilità di avere “entertainment parks” praticamente ovunque e anche al centro delle città

• Dal punto di vista dell’educazione, ovviamente la Virtual Reality potrebbe migliorare anche gli eventi culturali migliorando la comunicazione, le informazioni e l’attenzione.

• Infine, questa tecnologia permetterebbe la possibilità di svolgere eventi in luoghi non più esistenti, remoti o semplicemente pericolosi, dando la possibilità di partecipare anche ai disabili o agli anziani.

Un ulteriore aspetto da considerare è il potenziale beneficio per la sostenibilità ambientale degli eventi. Infatti, la VR potrebbe significativamente ridurre l’inquinamento provocato in particolar modo dai “major and mega” events e dal turismo di massa.

Da un punto di vista economico, gli eventi virtuali comporterebbero una significativa riduzione delle spese rendendo il costo dei tickets più accessibili per tutti, mentre nel settore degli eventi aziendali, questa tecnologia porterebbe ad una notevole riduzione dei costi degli eventi come ad esempio meeting e conferenze.

Inoltre, considerando il fenomeno COVID-19, altre potenziali future epidemie globali e gli attacchi terroristici, che sono state e sono le principali minacce per il mondo degli eventi, un evento completamente virtuale sarebbe sicuramente l’unico modo per garantire la totale sicurezza dei partecipanti.

I limiti

Come la storia insegna, il progresso tecnologico comporta non solo nuove possibilità e soluzioni ma anche “ambigue” conseguenze che devono essere attentamente analizzate.

Un autorevole accademico (Frew) sostiene ci sono dei particolari e pericolosi fattori da considerare legati alla realtà virtuale. In particolare, lo studioso si sofferma sulle probabili conseguenze psicologiche affermando: “if we can achieve immersive presence, that feeling of being truly there, or, better recreate self, relive and reboot life style itself, why would we ever leave the dreamscape?”. In altre parole, quale potrebbe essere la reazione delle persone quando poi devono interfacciarsi con la vita reale?

In aggiunta, altri ricercatori hanno già dimostrato con i loro studi una serie di conseguenze negative fisiche e psicologiche legate alla VR technology. Per esempio, William et al. nelle loro ricerche hanno scoperto che alcuni virtual devices come gli helmets (caschetti), indossati per un certo periodo di tempo, possono comportare mal di testa, nausea, stanchezza cronica, mancanza di si iniziativa, sonnolenza, apatia e irritabilità. Non a caso, considerando il recente “boom” di app per meeting on-line durante il periodo di lockdown, alcune recenti ricerche dimostrano che già l’uso costante di queste semplici app comportano una serie di limiti e problematiche rispetto ai meeting face to face. Nello specifico: la mancanza della fluidità delle conversazioni live, lo stress e la distrazione causata dal vedere costantemente il proprio viso e l’impossibilità di percepire tutto ciò che è la comunicazione non verbale.

Anche da un punto di vista di sostenibilità ambientale alcuni ricercatori non sono completamente d’accordo. Infatti, secondo queste predictions la VR non fermerà il turismo e gli eventi di massa. Alcuni autori come Hobson addirittura ritengono che la realtà virtuale possa ulteriormente aumentare il turismo ed eventi di massa. Infatti, secondo l’accademico, chi avrà “assaggiato”la “fake experience” poi vorrà provare quella reale.

Altri autori affermano che l’implementazione completa della realtà virtuale in questi settori, addirittura potrebbe ulteriormente favorire una dicotomia sociale: “leaving the rich with the reality, those people who can afford the cost and gratification of the reality, and the poor, with an easily accessible and reproducible virtual experience” (Dewally).

Inoltre, altri autori affermano che la digitalizzazione e la virtualizzazione addirittura incrementeranno ancor di più l’esigenza e il bisogno delle persone di eventi “reali” i quali si basano su una serie di emozioni non replicabili con il virtuale o il digitale. Infatti, l’autore pone alcune domande in modo provocativo:

• Come la realtà virtuale potrebbe replicare il coinvolgimento emotivo in un evento tradizionale?

• Come potrebbe sostituire l’emozione dei partecipanti di viaggiare insieme, socializzare durante una fila o semplicemente condividere una birra?

• Riguardo gli eventi aziendali, in particolare business meeting, come un evento virtuale potrebbe replicare il valore di una stretta di mano?

Conclusioni

Avendo analizzato i differenti punti di vista riguardo gli scenari futuri dell’impatto della VR nei confronti degli eventi e il turismo secondo i più autorevoli accademici del settore, l’ipotesi più realistica e auspicabile potrebbe essere quella sostenuta da studiosi più moderati. Infatti, costoro sostengono che lo sviluppo della tecnologia virtuale deve rappresentare solo un “tool” per migliorare la l’evento live piuttosto che sostituirlo totalmente.

Per esempio, in relazione al marketing, la VR potrà essere uno strumento per ottenere informazioni e dati in modo più veloce ed efficace. In relazione alla comunicazione, questa tecnologia potrebbe migliorare le relazioni tra i partecipanti minimizzando le barriere linguistiche e culturali.

Pertanto, secondo il più autorevole studioso del settore (Yeoman) ciò che probabilmente migliorerà la qualità degli eventi “reali” senza snaturarli sarà la tecnologia dell’Augmented Reality. Infatti, l’AR è il giusto “tool” per migliorare l’esperienza “live” di ogni tipo di evento in quanto questa tecnologia migliora la percezione della realtà piuttosto che sostituirla. Infatti, l Augmented Reality è: “the concept whereby the view of reality is modified in some way by computer-generated sensory imput, such as sound, video and graphic in live real-world enviroment and searches for new ways to interact between physical and virtual worlds” (Yeoman). Questa tecnologia applicata al mondo degli eventi può rappresentare un vantaggio competitivo significante perché permetterebbe anche una notevole differenziazione di prodotti senza snaturare la “realità” degli eventi. Infatti, secondo Bulearca e Tamarjan “the social reality within events is not objective, but highly subjective and shaped by our perception”. Pertanto, una digitalizzazione degli eventi dovrebbe rappresentare un fenomeno che migliore i face-to-face “enjoyment experiences” e le reali interazioni sociali, altrimenti le persone potrebbero correre il rischio di diventare isolate.

In sostanza, con l’AR il virtuale “will be part of the experience but not the whole experience” (Yeoman).

Questo dovrebbe essere considerato il migliore e realistico approccio futuro considerando lo sviluppo del virtuale, altrimenti le principali caratteristiche che definiscono tecnicamente un evento (tempo, spazio e soggettività) saranno completamente rivoluzionate e la definizione di “planned event” dovrà essere completamente cambiata.

About Angelo Iorio

MSc International Management University of the West of England (UK). Specializzato in project management and events services. Lunga esperienza nel mondo della pianificazione e management degli eventi e come DJ free-lance. Appassionato di management, cucina, musica e finanza. Attualmente collabora come P.M. con la Bansō srl.

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